Meti
Metis è la dea greca della saggezza. Rapita da Zeus, re degli dei, che voleva usarla nella lotta contro i titani, rimase incinta. Un oracolo predisse che se fosse nato un maschio avrebbe superato il padre in potere e in forza.
Allora Zeus, grazie a un incantesimo, trasformò la sposa in una goccia d'acqua e la inghiottì, ma dentro di lui Metis cominciò a creare un elmo e una tunica per sua figlia. Questa attività causò a Zeus un grande dolore al capo. Per liberarlo Hephestus lo colpì con un’ascia bipenne e dalla sua testa nacque Athena, adulta, armata e protetta dall’armatura.
L’ascia bipenne, strumento sacro delle antiche sacerdotesse cretesi, libera il pensiero femminile dalla sudditanza all'uomo. Per noi "Meti" rappresenta un modo diverso di guardare il mondo, perchè Meti usa la sua intelligenza emotiva e la sua esperienza per affrontare la vita: afferra velocemente il senso delle situazioni, crea armonia nell’ambiente in cui vive, utilizza le sue capacità e le sue conoscenze in ogni lavoro che svolge, affronta i conflitti, esteriori ed interiori, usando il dialogo e la meditazione, lavora in gruppo, aiutando i singoli ad individuare le proprie debolezze o i propri punti di forza.
Kore
Kore, unica figlia di Zeus e Demetra, cresceva felice tra le ninfe, in compagnia delle sorelle.
Un giorno, mentre spensierata giocava e raccoglieva fiori in un prato, venne attratta da uno stupendo narciso. Si chinò per raccoglierlo quando improvvisamente la terra si spaccò e dalle sue profondità emerse Ade, il quale la prese contro la sua volontà e la trascinò con sé negli Inferi.
La madre Demetra, furiosa, decise di non tornare più sull’Olimpo, rendendo la terra sterile. Zeus allora ordinò di restituire Kore alla madre, ma non era più possibile: Ade, infatti, l’aveva costretta con l’inganno a mangiare dei chicchi di melagrana, legando per sempre Kore al mondo degli Inferi.
Fu necessario arrivare a un compromesso: Kore avrebbe diviso l’anno tra gli Inferi e il modo dei vivi. Così, ogni primavera, Kore torna da sua madre e la terra riprende a germogliare; in autunno torna ad essere Persefone, moglie di Ade e regina degli Inferi.
Estia
Estia rappresenta il focolare e, nell’antica Grecia, doveva essere presente in ogni casa al fine di renderla un luogo sacro. In quanto dea del focolare, raramente veniva raffigurata nelle arti da pittori e scultori.
Secondo i racconti della mitologia, la dea Estia non fu una bambina felice: figlia di Crono e Rea, fu la prima ad essere inghiottita dal padre tiranno e l’ultima ad essere liberata, motivo per cui dovette trascorrere molto tempo da sola nelle viscere paterne.
Non protetta dalla madre, Rea, debole e remissiva, incapace di contrapporsi alle angherie del padre Crono, insensibile e violento, la piccola Estia visse questo profondo trauma.
Demetra
Demetra è la madre di Kore, che diventò dea del mondo sotterraneo quando, mentre giocava con alcune ninfe, venne rapita da Ade. Demetra udì il grido della figlia e l’angoscia le strinse il cuore; accorse ma non la trovò e da quel momento si mise alla sua ricerca. Per nove giorni e nove notti, senza mangiare né agghindarsi, vagò per il mondo, portando una fiaccola accesa, alla ricerca della figlia, ma Kore era introvabile.
Furiosa, Demetra decise di non tornare più sull’Olimpo e restare sulla terra con l’aspetto di una vecchia nutrice. Ma il suo esilio volontario rendeva la terra sterile e l’ordine del mondo era sconvolto. La terra non dava più frutti e le stagioni si erano trasformate in un unico e sterile inverno.
Alla fine Zeus costrinse Ade a lasciar tornare Kore, ormai divenuta Persefone. Quando Demetra e Kore furono di nuovo insieme, la terra rifiorì e le piante crebbero rigogliose.
Ecate
Quando Persefone viene rapita, Ecate è l'unica nel mondo divino (insieme al Sole) a sentire le sue grida d'aiuto. Non rimane indifferente: scende ad aiutare Demetra nella ricerca della figlia, illuminando la via con le sue torce.
Quando si decide che Persefone dovrà trascorrere una parte dell'anno negli Inferi e una sulla Terra, Ecate sceglie di diventare la sua compagna fissa. Da quel momento, cammina accanto a Persefone, facendole da custode, guida e ombra protettiva, scegliendo di abitare l'oscurità insieme a lei.
Ecate rappresenta la vicinanza silenziosa e la protezione nei momenti più bui.