I gruppi di Auto Mutuo Aiuto
I gruppi di self-help sono strutture di piccolo gruppo, costituite da persone che vivono o hanno vissuto la stessa condizione, le quali si uniscono per assicurarsi reciproca assistenza nel soddisfare i bisogni comuni, superare un comune handicap o un problema di vita oppure per impegnarsi a produrre cambiamenti personali o sociali.
I gruppi di auto-aiuto sono centrati su un problema o situazione e organizzati in relazione a questo. Un numero ristretto di partecipanti facilita l’interazione tra i soggetti, l’espressione dei sentimenti, la nascita e lo sviluppo di amicizie e relazioni profonde. I membri provvedono a darsi supporto uno con l’altro, apprendendo nuove modalità di fronteggiare le difficoltà e migliorare la propria condizione: così facendo, aiutano gli altri mentre aiutano sé stessi.
Ogni persona è protagonista del cambiamento che vuole ottenere; uno degli scopi del gruppo, infatti, è quello di sperimentare nuovi stili di vita e comportamento, nuovi modi di sentire e trasmettere il proprio vissuto. Questo fa sì che, attraverso gli sforzi ed i successi conseguiti, la persona possa aumentare la propria autostima e consapevolezza personale e credere maggiormente nelle proprie risorse, necessarie per affrontare i problemi.
Generalmente gli individui vittime di violenze e abusi vivono in estrema solitudine il dramma che li ha colpiti, se ne vergognano e non ne parlano facilmente, nemmeno a distanza di anni. L’esperienza dell’abuso può causare, inoltre, un trauma tanto profondo da far perdere l’equilibrio mentale fino a portare le persone a vivere situazioni comportamentali a rischio: depressione e attacchi di panico, uso di droghe e alcool, disturbi dell’alimentazione, stati di dissociazione, insonnia, ecc. saranno solo alcuni degli aspetti che si potrebbero creare in età adulta se il trauma subito non viene riconosciuto ed elaborato in maniera adeguata.
La consapevolezza dei meccanismi che costituiscono la nostra gabbia personale ha bisogno di essere 'trasformata' in azione quotidiana: azioni, scelte, riflessioni, pensieri e comportamenti che potrebbero nuocerci vanno condivisi nel gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto, affinché, attraverso il sostegno collettivo, non ci colgano impreparati e non ci colpiscano alle spalle.
Kore
A.M.A. per persone che hanno subito abusi nell'infanzia
Kore, unica figlia di Zeus e Demetra, cresceva felice tra le ninfe, in compagnia delle sorelle.
Un giorno, mentre spensierata giocava e raccoglieva fiori in un prato, venne attratta da uno stupendo narciso. Si chinò per raccoglierlo quando improvvisamente la terra si spaccò e dalle sue profondità emerse Ade, il quale la prese contro la sua volontà e la trascinò con sé negli Inferi.
La madre Demetra, furiosa, decise di non tornare più sull’Olimpo, rendendo la terra sterile. Zeus allora ordinò di restituire Kore alla madre, ma non era più possibile: Ade, infatti, l’aveva costretta con l’inganno a mangiare dei chicchi di melagrana, legando per sempre Kore al mondo degli Inferi.
Fu necessario arrivare a un compromesso: Kore avrebbe diviso l’anno tra gli Inferi e il modo dei vivi. Così, ogni primavera, Kore torna da sua madre e la terra riprende a germogliare; in autunno torna ad essere Persefone, moglie di Ade e regina degli Inferi.
Estia
A.M.A. on-line per persone che hanno subito abusi nell'infanzia
Estia rappresenta il focolare e, nell’antica Grecia, doveva essere presente in ogni casa al fine di renderla un luogo sacro. In quanto dea del focolare, raramente veniva raffigurata nelle arti da pittori e scultori.
Secondo i racconti della mitologia, la dea Estia non fu una bambina felice: figlia di Crono e Rea, fu la prima ad essere inghiottita dal padre tiranno e l’ultima ad essere liberata, motivo per cui dovette trascorrere molto tempo da sola nelle viscere paterne.
Non protetta dalla madre, Rea, debole e remissiva, incapace di contrapporsi alle angherie del padre Crono, insensibile e violento, la piccola Estia visse questo profondo trauma.
Demetra
A.M.A. per parenti di bambini abusati
Demetra è la madre di Kore, che diventò dea del mondo sotterraneo quando, mentre giocava con alcune ninfe, venne rapita da Ade. Demetra udì il grido della figlia e l’angoscia le strinse il cuore; accorse ma non la trovò e da quel momento si mise alla sua ricerca. Per nove giorni e nove notti, senza mangiare né agghindarsi, vagò per il mondo, portando una fiaccola accesa, alla ricerca della figlia, ma Kore era introvabile.
Furiosa, Demetra decise di non tornare più sull’Olimpo e restare sulla terra con l’aspetto di una vecchia nutrice. Ma il suo esilio volontario rendeva la terra sterile e l’ordine del mondo era sconvolto. La terra non dava più frutti e le stagioni si erano trasformate in un unico e sterile inverno.
Alla fine Zeus costrinse Ade a lasciar tornare Kore, ormai divenuta Persefone. Quando Demetra e Kore furono di nuovo insieme, la terra rifiorì e le piante crebbero rigogliose.
L'arte-terapia
L’arte-terapia è una terapia relazionale di sostegno che pone la sua attenzione al processo creativo e all’espressione individuale, prediligendo il linguaggio dell’opera artistica. Il carattere specifico dell’intervento arte-terapeutico sta sia nell’instaurare una buona relazione con il paziente sia nell’osservazione del processo creativo e del prodotto finale.
I lavori che vengono prodotti all’interno dell’atelier assumono valore non tanto per le loro qualità formali, ma in quanto tracce visibili del processo creativo, mappe di un mondo interiore difficilmente esprimibile attraverso la comunicazione verbale; partecipare alla nascita di un prodotto artistico, può comunicarci sentimenti ed emozioni che vanno al di là del linguaggio verbale: si assiste alla nascita di un’immagine interiore, alla manifestazione di un sentimento che, altrimenti, non potrebbe essere spiegato.
Senza alcun giudizio sulle qualità estetiche delle produzioni, le individuali istanze espressive saranno accolte e incoraggiate in un rapporto di fiducia e rispetto reciproco. L’arte-terapeuta si pone in una posizione di flessibilità e di ascolto per favorire la condizione di un buon clima che tenga conto dei bisogni dei singoli ma anche delle dinamiche del gruppo.
Un percorso di arte terapia svolto con adulti che hanno subito abusi (fisici, psichici, morali ecc.) può essere utile per attivare un processo di riconoscimento ed espressione di stati emotivi altrimenti non spiegabili a parole. Le immagini e gli elaborati prodotti in atelier costituiscono un primo passo verso una riflessione e individuazione del trauma subito, che successivamente può condurre ad affrontare con più serenità e consapevolezza un percorso di psicoterapia.