Associazione per la tutela di chi ha subito abusi nell'infanzia
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Meti nasce dalla consapevolezza che l’argomento abuso sessuale nell’infanzia non può più rimanere relegato nel segreto degli studi degli specialisti delle sofferenze del corpo e dell’anima, o dentro le cartelle processuali dei Tribunali, ma, al contrario, deve essere portato alla luce del sole perché tutti possano sapere di cosa si tratta e, soprattutto, che cosa si può fare per impedire che il fenomeno continui a perpetrarsi incontrastato.
Si rende quindi necessaria un informazione diversa, emotiva, che trasmetta cosa vuol dire per una persona e un bambino o bambina subire violenza da parte di qualcuno: un’educazione al rispetto che si costituisca come pilastro per un nuovo modo di entrare in relazione con sé e con il mondo. Bisogna, quindi, parlare della privazione d’identità che invade l’anima dei bambini abusati, parlare delle difficoltà relazionali e sessuali che derivano dalla violenza.
Il trauma è irreversibile e personale, ma la cognizione del dolore può essere condivisa. Ciò consente ai futuri adulti di portare un peso minore sulla coscienza, perché, inevitabilmente, l’abuso porta con sé sensi di colpa, paure e disagi che l’accompagneranno per tutta la vita. L’esperienza dell’abuso colpisce con tanta forza, causando un trauma tanto profondo da far perdere l’equilibrio mentale fino a portare le persone a vivere situazioni comportamentali a rischio: depressione e attacchi di panico, uso di droghe e alcool, disturbi dell’alimentazione, stati di dissociazione, insonnia, ecc. saranno solo alcuni aspetti che si verranno a creare in età adulta se il trauma subito non viene riconosciuto ed elaborato in maniera adeguata.